Dalla cucina professionale alla grande distribuzione, le conserve alimentari stanno vivendo una nuova stagione di crescita. Non più semplici prodotti di dispensa, ma ingredienti strategici per la ristorazione contemporanea, capaci di coniugare qualità, praticità e continuità di approvvigionamento.
È quanto emerge dall’Annual Report 2026 dedicato al settore delle conserve, realizzato dalla testata specializzata Foodservice, che analizza l’evoluzione del comparto in Italia tra produzione, distribuzione e canale Horeca.
Il quadro che ne emerge è chiaro: il settore si sta trasformando, puntando su premiumizzazione, sostenibilità e innovazione di prodotto, con prospettive di crescita solide anche nei prossimi anni.
Un mercato stabile che guarda alla crescita
Il 2025 ha confermato la solidità del mercato del foodservice, con vendite stabili e segnali di crescita soprattutto nella ristorazione organizzata e nel mondo delle pizzerie.
Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore rafforzamento del settore, con aumento del valore di mercato e stabilità dei volumi. I driver principali restano tre:
• qualità costante del prodotto
• affidabilità della filiera
• livello di servizio per gli operatori professionali
Nel fuori casa, le conserve rappresentano ormai una categoria strategica, capace di garantire continuità di approvvigionamento e standard qualitativi costanti anche in un contesto di forte variabilità delle materie prime.
Il ruolo centrale delle conserve rosse
Tra le categorie più rilevanti spiccano le conserve di pomodoro, uno dei pilastri dell’industria alimentare italiana.
Secondo i dati riportati nel report:
• l’Italia è il secondo trasformatore mondiale di pomodoro
• nel 2025 sono state trasformate circa 5,8 milioni di tonnellate
• il settore genera 6,7 miliardi di euro di fatturato
• oltre 3 miliardi derivano dall’export
Il canale foodservice rappresenta circa il 30% del fatturato del comparto, confermando il ruolo fondamentale della ristorazione professionale.
La sfida principale per i produttori resta garantire costanza qualitativa e tecnica, soprattutto in annate climaticamente complesse.
Crescono anche conserve ittiche e vegetali
Oltre alle conserve rosse, il report evidenzia la crescita di altri due segmenti chiave.
Le conserve ittiche, con il tonno che rappresenta circa il 70% dei volumi, valgono oggi oltre 1,6 miliardi di euro e potrebbero crescere con un ritmo medio del +4% annuo fino al 2030.
Parallelamente si rafforza anche il comparto delle conserve vegetali, che supera 1,2 miliardi di euro di fatturato, trainato da nuove abitudini alimentari:
• maggiore consumo di proteine vegetali
• attenzione a prodotti più salutari
• richiesta di referenze con meno sale e meno olio
Innovazione e sostenibilità guidano i produttori
Il report evidenzia come i principali player del settore stiano investendo su tre direttrici strategiche:
innovazione di prodotto, sostenibilità e posizionamento premium.
La direzione è chiara: più servizio, più qualità, più tracciabilità.
Il packaging diventa leva strategica
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il packaging.
La sostenibilità sta trasformando profondamente le scelte delle aziende, con un progressivo passaggio:
• dalla latta stagnata al vetro
• dalla plastica alla carta riciclabile
• verso soluzioni professionali come il bag in box
Anche nel segmento delle olive e delle conserve vegetali si registrano innovazioni interessanti. Alcune aziende stanno introducendo vaschette in carta certificata FSC o PEFC con film pelabile e richiudibile, progettate per facilitare l’uso professionale e lo smaltimento differenziato.
Per gli operatori Horeca, la sostenibilità non è più solo un valore reputazionale: sta diventando un vero criterio di acquisto.
Premiumizzazione e identità territoriale
Un’altra tendenza emersa dal report è la crescente domanda di conserve premium e territoriali.
Prodotti con:
• filiera corta
• origine certificata
• materie prime selezionate
• certificazioni come MSC o Friend of the Sea
rispondono alla richiesta di autenticità da parte della ristorazione contemporanea.
Molti ristoranti e catene stanno costruendo la propria identità gastronomica proprio su ingredienti con una forte connotazione territoriale, spesso provenienti dal Sud Italia.
Un mercato che richiede sempre più comunicazione
Il settore delle conserve dimostra come anche le categorie più consolidate possano evolvere attraverso innovazione, sostenibilità e storytelling di filiera.
Ma in un mercato sempre più competitivo, la qualità del prodotto non basta più.
Le aziende devono saper:
• valorizzare la propria identità
• raccontare la filiera
• comunicare sostenibilità e innovazione
• costruire un posizionamento distintivo nel canale foodservice
Ed è proprio qui che entra in gioco la strategia di comunicazione.
Valorizzare i prodotti con la comunicazione
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Dalla brand strategy al packaging design, dalla comunicazione B2B per il foodservice ai contenuti editoriali e digitali, aiutiamo le imprese a raccontare ciò che rende unico il loro prodotto.
Perché anche un settore storico come quello delle conserve può diventare un potente strumento di posizionamento e crescita.
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Fonte: Foodservice - Annual Report 2026 Conserve